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NIENTE DI QUESTO MONDO CI RISULTA INDIFFERENTE

Uno dei primi capitoli dell'Enciclica Laudato Sì di Papa Bergoglio reca questa citazione classica: "niente di questo mondo ci risulta indifferente". Ho voluto che diventasse il riferimento di tutte le scuole dell'Opera S.Alessandro per questo anno scolastico. I motivi per riprendere l'enciclica sono stati molteplici. Le nostre scuole vedevano chiudersi il 2015 con l'esperienza di Expo: cosa ne sarebbe rimasto? Inoltre il contenuto dell'enciclica, per quanto raccomandabile in sé a una scuola cattolica, lo è ancora di più se si considera la forte valenza di richiamo alle dimensioni scientifiche coinvolte nella profonda analisi posta all'attenzione di tutti gli uomini.
Mi pareva un'occasione troppo importante per rimanere estranea alla scuola che è anzitutto luogo di cultura e di interesse per il presente.
Il rischio di ridurre questo intento ad un generico richiamo moralistico o una posticcia raccomandazione catechetica ci ha spinto fin dalle prime battute a cercare di muoverci facendoci "aiutare" da più linguaggi, da ambiti differenti, da protagonisti competenti interpellati evitando la pregiudiziale ideologica.
Così, se da un lato si sottoponeva agli studenti la questione della responsabilità ambientale, contemporaneamente non è mancata la conoscenza approfondita di realtà produttive del settore chimico facendo nascere un confronto realistico, problematizzante ma non astratto e moralistico.
In primavera gli studenti di diverse classi dei licei hanno avuto la preziosa occasione di visitare un'azienda di prodotti chimici per l'agricoltura. Certamente è stato un valore aggiunto il fatto che si trattasse dell'azienda di famiglia di un nostro ex-allievo (i cui figli stanno frequentando ancora i licei). Il valore della ricerca del punto di incontro tra produzione, ricerca ed etica.
Nel corso dell'anno abbiamo avuto modo di sperimentare come la vicinanza degli ex-allievi sia ancora determinante e capace di incontrare il percorso indicato.
Non è mancata, per esempio, la grande opportunità di incontri di alto profilo scientifico, letterario, culturale ed etico. Non posso citare tutte le iniziative, ma almeno di alcune permettete di fare breve memoria.
La prima, sempre grazie alla segnalazione di un ex-alunno, ci ha portato a conoscere e ad incontrare l'archeologo dott. Giancarlo Garna, che dal '99 opera in Siria e Iraq con la missione archeologica italiana dell'Università di Udine.
La profonda conoscenza di quei territori, dell'immenso patrimonio culturale delle stesse popolazioni (e non solo del patrimonio archeologico) ha permesso agli studenti, in una mattinata densissima, di costruire delle coordinate utilissime a comprendere la situazione attuale e ad interpretare con maggiore consapevolezza il flusso delle informazioni riguardanti i drammatici fatti delle guerre in corso.
Continuando, non posso dimenticare l'occasione che il Papa Giovanni XXIII ci ha offerto, sempre tramite un nostro ex-allievo (oggi anche consigliere dell'Associazione), di incontrare Mr. Reginald Green, padre di Nicholas che tutti ricorderete per i tragici fatti avvenuti sulla Reggio-Salerno che portarono a prendere consapevolezza del tema dei trapianti e della donazione.
Mr. Green in una serata carica di emozione ha permesso ad alcuni nostri studenti di fare da interpreti. Il giorno successivo ha recapitato un biglietto e dei dolci (portati dagli U.S.A.) per i nostri studenti. Non riesco nemmeno a dirvi tutta la forza di questo incontro e la straordinaria opportunità che è stata offerta ai nostri ragazzi. Basti sapere che nel momento in cui ho consegnato loro il piccolo presente di Reginald i ragazzi, profondamente commossi, erano in lacrime.
La collaborazione con l'Ospedale Papa Giovanni XXIII è proseguita (questo avviene da anni) nei momenti importantissimi dell'Alternanza scuola-lavoro e in momenti specifici di formazione e prevenzione del rischio. Questo inciso mi permette anche di ringraziare la generosità di tanti altri nostri ex-allievi e di simpatizzanti della nostra scuola che hanno accolto i nostri studenti nelle settimane di Alternanza.
Da quest’anno, infatti, per via della legge 107 (conosciuta come "La Buona Scuola"), l'alternanza scuola-lavoro è diventata obbligatoria. Dobbiamo dire che, fortunatamente per le nostre scuole, non era certo il primo anno di esperienza (le scuole di Bergamo in questo, ben ispirate dall'Ufficio scolastico Provinciale, da anni avevano già potuto sperimentare i processi di alternanza mettendo a punto una fitta rete di relazioni e di esperienze); ugualmente ci saremmo trovati in difficoltà a trovare per tutti i ragazzi esperienze significative se non ci fosse stata la disponibilità già citata.

Sempre da una nostra ex-allieva è arrivata una richiesta che, tramite l'Associazione, ci ha permesso di entrare in contatto con una realtà che mai avremmo pensato come capace di offrire "formazione". Sto parlando della Casa Circondariale di via Gleno.
Il progetto che ci è stato presentato (e che è in fase di completamento) prevedeva la riqualificazione architettonica e botanica di un cortile adibito ai momenti di incontro dei detenuti con le loro famiglie. "Famiglie" significa bambini e ragazzi e chiaramente i nostri studenti hanno sentito un contatto empatico immediato verso questi loro coetanei in difficoltà. Così, lungo i mesi scolastic,i si sono voluti incontrare i referenti di questo progetto. A dire il vero (permettete di rubarvi qualche altro istante) il primo contatto è avvenuto attraverso i prodotti dolciari che vengono confezionati all'interno della casa circondariale. Una iniziativa molto semplice ci ha portato ad acquistare quei prodotti al posto dei tradizionali prodotti industriali soprattutto in occasione delle festività. Gli studenti hanno avuto modo di incontrare questi progetti e di conoscere una realtà mai immaginata. Alla domanda (volutamente provocatoria) "perché aiutare chi ha fatto del male alla società?" una ragazza mi ha sorpreso rispondendo: "perché ho mangiato i biscotti...erano buoni".
In conclusione, se come realtà ecclesiale anche noi dobbiamo "rispondere" fattivamente alla richiesta di Papa Francesco nel lasciare un segno concreto in questo anno della misericordia, posso dire con grande soddisfazione che più di un segno è stato posto da e con i nostri studenti ed ex-allievi.
Un ringraziamento a tutti gli ex-allievi che in diverso modo sono intervenuti a portare la loro esperienza nel percorso di orientamento. In modo particolare vorrei ringraziare il Presidente per l'impegno personale nell'aver contattato e coinvolto il dr. Abravanel (autore del libro La ricrezione è finita; scegliere la scuola, trovare il lavoro, Mondadori) in una serata di formazione che ha inaugurato un ciclo di incontri annuali (In-Segno) che le scuole dell'Opera S.Alessandro si impegneranno ad offrire alla cittadinanza su temi relativi alla formazione.
Citando il fisico Niels Bohr, possiamo dire che la fatica oggi è che "il futuro non è più quello di una volta" e abbiamo bisogno del contributo di tutti per immaginarlo e trasmetterlo ai nostri studenti.
Per il prossimo anno i segnali di ripresa delle iscrizioni sono incoraggianti e il lavoro di innovazione delle proposte (che potrebbe essere oggetto di un prossimo e specifico intervento di comunicazione) ci invita a una rinnovata passione che avverto sempre presente nel mondo degli ex-allievi. La scuola di oggi e di domani non è nemmeno più quella di dieci anni fa. Ma identico è il motivo che porta la Chiesa e la società di Bergamo a credere in certo modo di formare l'uomo. Un uomo e una donna ai quali "niente, davvero niente, di questo mondo risulta indifferente"

Don Luciano Manenti
Rettore dell’Opera Sant’Alessandro

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