nart 7 - La Sveglia

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nart 7

 

Ricordi del Collegio

Gli anni difficili del primo dopoguerra, la ricostruzione, la società divisa socialmente e politicamente.
A Napoli e dintorni piccole bande di scugnizzi orfani, i più piccoli a piedi nudi, senza mutandine.
Ed io, undicenne, come interno del Collegio Vescovile S. Alessandro, con entrata in tale via, in salita.
Il nostro Istituto era austero, decoroso, con camerate e stanzette, dalle elementari al liceo.
E don Maffeis, sui sessant'anni, naso adunco, viso affilato, magro, dalla bontà infinita, che gestiva l'armadio della cancelleria e delle leccornìe dolciarie: confettini colorati, caramelle, gomme americane, ecc.
Oltre che i nostri piccoli risparmi, come fiduciario con tanto di notes contabile.
Raccoglieva pazientemente tutte le carte stagnole, da rivendere per destinare il ricavato ai poveri.
Con lui la prima esperienza < assistenziale > ai bisognosi.
La S. Vincenzo, operante sul territorio.
Don Maffeis assisteva le famiglie in ristrettezze economiche del luogo, attorno al Collegio.
La prima uscita m'è rimasta indelebile nella mente e nel cuore.
Trasportavamo a piedi pane, pasta, riso ed altri generi di prima necessità, probabilmente resti alimentari della cucina interna.
Oltre che biancheria et similia.
Fatto sta che la mia prima visita fu ad una famiglia con madre e due o tre piccini.
Il padre carcerato, l'abitazione uno stanzone squallido con cucina economica, un tavole e delle sedie.
L'impatto fu per me shoccante: non sapevo che esisterro davvero i poveri, la fame, tantomeno i carcerati.
La donna si profondeva in ringraziamenti infiniti e sinceri.
Tante altre famiglie ebbimo a visitare nel tempo e don Maffeis sempre con parole di conforto ed aiuto concreto.
Conchiudo con l'omega di questo racconto: l'ultimo anno di liceo classico.
M'era compagno esterno di scuola Mauro Vestri, figlio dell'allora Provveditore agli Studi di Bergamo.
Giovine di belle speranze, col pallino dei cinema.
Memorabili le calate al cinema-teatro Rubini con lui e i fratelli Bana Giuseppe e Giovanni della terza liceo.
Films western à gogo, di cui Mauro era competentissimo.
Laureatosi poi alla Statale di Milano, non seppe resistere e calò a Cinecittà in Roma.
Ivi consumò la sua vita di attore, sempre in figure di comprimario.
Famosa la sua partecipazione ad un film fantozziano nelle vesti di Guidobaldo Maria Riccardelli Poi la morte nel 2015, in solitudine e abbandono nella Capitale.
Con poche menzioni di circostanza da parte dei media, e mia con rammarico sul foglio degli ex del Santalex.

Oscar Santelia

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